Dal 18 settembre al 18 ottobre, con uno spin off a novembre, torna nella sua città natale IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, con la Tappa Bologna, tappa “madre” dello storico festival, promossa da Yoda APS e Nexus Emilia Romagna, che anche quest’anno propone un programma diffuso tra città, pianura e Appennino, allargando lo sguardo fino al territorio modenese.
Bimbò è media Partner del Festival
Il tema dell’edizione 2026, Geografie di Pace: Mobilità/rsi attraverso confini e culture diventa a Bologna un’occasione per interrogarsi su come abitiamo i territori e sulle relazioni che li costruiscono, a partire da alcuni interrogativi: quale geografia di Bologna abitiamo? Dove sono i confini tra centro e periferia, tra quartieri, pianura e Appennino?
I confini non sono solo linee sulle mappe, ma dimensioni quotidiane che incidono sull’accesso ai servizi, sulle varie possibilità dell’abitare e sulle forme di partecipazione.
Tra la Via Emilia e il Navile si incontra un territorio dove convivono diverse modalità di abitare e vivere, salendo verso la collina e l’Appennino emergono luoghi segnati dallo spopolamento ma anche da storie quotidiane di resistenza e accoglienza. Ed è così che camminare, andare in bicicletta, incontrarsi, diventano strumenti per leggere le trasformazioni urbane, creare nuove relazioni tra comunità, immaginare territori più inclusivi e nuove connessioni tra città, pianura e montagna.
BOLOGNA, TRA CENTRO E PERIFERIE
La tappa bolognese si apre venerdì 18 settembre con un’edizione speciale di Migrantour, la passeggiata interculturale nata undici anni fa e che per questa occasione porterà una novità, un itinerario costruito a partire dalle mappe emozionali di chi abita Bologna. Un momento di incontro e scambio, che valorizza le diverse esperienze di chi vi prende parte e propone una lettura più inclusiva e partecipata dello spazio urbano. L’itinerario si sviluppa in cinque tappe, durante le quali le accompagnatrici e gli accompagnatori racconteranno gli spazi che vivono e frequentano quotidianamente, condividendo con le/i partecipanti ciò che questi luoghi rappresentano per loro: significati, ricordi ed emozioni che vi sono legati. Un percorso fatto di luoghi, ma soprattutto di sguardi e vissuti differenti, attraverso cui scoprire Bologna da nuove prospettive.
Un’opportunità di incontro e scambio è alla base anche dell’evento di sabato 19 settembre Abitare il cibo: un’esperienza partecipativa che parte con la visita all’orto di Salus Space e termina con una tavola imbandita multiculturale, e in mezzo la conoscenza e lo scambio tra persone e culture attraverso la condivisione di ingredienti, tecniche e racconti.
Domenica 20 settembre la bicicletta diventa con BikeBenessere una pratica di connessione territoriale nel percorso da Bologna a Bentivoglio, lungo il Navile, che termina con una sessione di auto-shiatsu e stretching dei meridiani nella cornice di Palazzo Rosso.
Venerdì 25 settembre la Passeggiata Multisensoriale Pratello propone un’esperienza multisensoriale per riscoprire uno dei luoghi più identitari di Bologna: da sempre luogo di vita popolare, il Pratello è stato teatro di importanti vicende legate alla Resistenza e ancora oggi ospita realtà, associazioni e spazi culturali che ne preservano e condividono la memoria, mantenendo vivi i valori di partecipazione, solidarietà e impegno civile.
Sabato 26 settembre, l’artista e architetto, nonché fondatore di Stalker/Osservatorio Nomade Francesco Careri accompagnerà le persone interessate in una deriva urbana nel quartiere Pilastro: “Verso il Pilastro: chi perde tempo, guadagna spazio”. Una camminata per scoprire e seguire tracce visibili e invisibili, effettuare deviazioni, creare nuovi percorsi per attraversare e perdersi nella città. Un evento unico, senza una bussola né una meta, per tornare a immergersi nei territori e negli spazi che ci circondano, assaporando la bellezza del vagare e lasciarsi andare a nuove direzioni.
IL SUD COME SPAZIO MOBILE DI RELAZIONI
La Tappa Bologna di IT.A.CÀ quest’anno ha organizzato assieme a MEZZODÌ, progetto dedicato all’editoria, alla musica e alle forme culturali connesse al Mezzogiorno, una due giorni speciale, una sorta di ‘festival nel festival’, che si terrà al Centro Sociale della Pace il 25 e 26 settembre: si tratta di MEZZODÌ a Bologna, l’evento che racconterà il tema del viaggio attraverso l’esperienza narrativa di autori e artisti connessi al Sud Italia, e dove lo stesso ‘Sud’ diventa uno spazio di relazioni e punto di partenza e geografia in trasformazione, capace di entrare in dialogo con Bologna e con le sue molteplici identità. Le due serate intrecceranno presentazioni editoriali, esposizioni, proiezioni, performance musicali e concerti, in un programma che mette in relazione linguaggi artistici e generazioni differenti. Sarà inoltre possibile incontrare direttamente la realtà di MEZZODÌ attraverso un banchetto informativo coi loro materiali.
Il 25 settembre sarà presente anche Vitt Moretta, artista e fumettista italiana tra le più note, nonché illustratrice del libro scritto da Filippo Dionisi – Panoramica degli abissi/Pan of the Abyss – che sarà presentato durante la stessa serata: un ulteriore sguardo sul rapporto tra narrazione, immagini e territori.
LE GEOGRAFIE DI PACE TRA APPENNINO E TERRITORI
La Tappa Bologna si apre quindi ai territori della provincia, dove le “Geografie di pace” prendono forma attraverso esperienze di comunità, cura e conoscenza dei luoghi.
Nuova collaborazione anche a Lizzano in Belvedere: domenica 27 settembre, il progetto Ricuciamo le distanze metterà in relazione il territorio di Corno alle Scale e Lampedusa attraverso laboratori di cucito solidale, mostre e momenti conviviali dedicati ai temi dell’accoglienza, delle migrazioni e della libertà di movimento: è un progetto che sostiene l’iniziativa della Biblioteca IBBY di Lampedusa, in collaborazione con Mediterranean Hope e Forum Lampedusa solidale, per accogliere bambine e bambini che arrivano sulle coste dell’isola.
A Imola, il 2 ottobre, si guarderà la quotidianità con occhi nuovi, grazie all’evento itinerante La matematica in città, una passeggiata urbana alla scoperta dei tanti aspetti matematici che si nascondono nei luoghi e tra le strade della città, accompagnati da Fabio Quartieri. Soffermandosi di fronte a luoghi o monumenti noti, sarà possibile osservare come la matematica sia intrecciata alla nostra vita, all’arte, alla storia e rappresenti una disciplina fondamentale del nostro patrimonio culturale che va ben oltre i numeri e le figure geometriche.
Cura, ascolto e convivenza: le parole chiave della seconda edizione di Sentieri di cura, che si terrà il 3 ottobre a Ozzano dell’Emilia: un cammino nel Parco dei Gessi assieme alla guida Luca Berardi che intreccerà natura, animali e comunità.
Si rinnova la storica collaborazione con il gruppo di Monzuno col quale, grazie all’intervento di La Girobussola, il 4 ottobre nella frazione di Montorio si potrà partecipare per la prima volta ad un trekking ad anello di 7 chilometri, accessibile a persone non vedenti, che attraverserà storia rurale, vigneti, tradizioni e saperi locali di un territorio sospeso tra memoria e natura, dove un tempo esisteva un antico castello medievale.
Altri itinerari porteranno a scoprire connessioni inattese tra cultura, paesaggio e conoscenza. A Marzabotto, il 10 ottobre, il trekking artistico Radici resistenti. I racconti dell’acqua tra civiltà etrusca, Resistenza e rigenerazione urbana con laboratorio di serigrafia, tra memoria, Resistenza, arte e rigenerazione, per ri-scoprire un territorio e le sue identità attraverso il linguaggio dell’arte e della letteratura.
A Monte San Pietro, l’11 ottobre, torna anche quest’anno uno storico itinerario della storia del festival: il Planet Trek – Sentiero dei Pianeti, che unirà escursionismo e divulgazione scientifica lungo un percorso tra Terra e cosmo, un trekking impegnativo di 7 km con guida astronomica e CAI.
FORRÓ ACCESSIBILE, ANTICHI TEATRI E MEMORIA PUNK
Il programma torna anche a esplorare Bologna attraverso il corpo e la memoria.
Venerdì 9 ottobre un workshop di Forrò accessibile e inclusivo proporrà la danza come pratica di incontro e partecipazione: il popolare ballo di coppia brasiliano sarà per questa occasione accessibile anche a persone con disabilità visiva, con un’attenzione particolare all’esperienza del contatto e dell’ascolto.
Il 16 ottobre sarà invece la bicicletta a guidare un viaggio nella storia e nella memoria della città, con una pedalata sulle tracce degli antichi teatri bolognesi, dall’epoca romana al Novecento. L’itinerario proposto prende spunto dal libro Antichi teatri di Bologna (In riga Edizioni), curato da Maria Chiara Mazzi e Andrea Parisini.
Giovedì 15 e sabato 17 ottobre: quest’anno raddoppia anche l’appuntamento con Punk in Bologna, l’itinerario partecipato nei luoghi della scena punk bolognese tra gli anni Settanta e Ottanta, raccontata attraverso le testimonianze di Laura Carroli, Roberto Colombari, Cesare Ferioli e Marina Aniram. Un racconto privo di nostalgia e di retorica, tra strade, spazi occupati e locali simbolo di una Bologna lontana dai percorsi più convenzionali per una contro-narrazione d’altro genere. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con il festival La città delle donne.
CONCLUSIONE A MODENA
La Tappa Bologna si conclude domenica 18 ottobre a Modena, con un evento di mappatura partecipativa che farà il punto sugli output del percorso USE-IT Modena, che un anno fa ha coinvolto giovani modenesi nella costruzione di una mappa della città pensata da chi la vive: La città che non c’è: riflessioni e pratiche di mappatura partecipativa (verso la tappa di Modena, 23-25 ottobre.
La giornata sarà scandita da due momenti: prima, un’attività laboratoriale sulla città e a seguire, il talk.
L’appuntamento rappresenta anche un ideale passaggio di testimone verso la Tappa Modena di IT.A.CÀ, in programma dal 23 al 25 ottobre, confermando la vocazione del festival a superare i confini amministrativi per costruire connessioni tra territori vicini e interdipendenti.
Info e dettagli: www.festivalitaca.net






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