Estate, voglia di sperimentare dei bambini/ragazzi e di relax/controllo degli adulti. Quale è il giusto bilanciamento tra autonomia e controllo? Cosa cambia in relazione all’età? Ci risponde la dottoressa Elisa Bernardi, psicologa e psicoterapeuta
Il rapporto tra genitori e figli si articola anche sul bilanciamento tra bisogno di autonomia dei bambini/ragazzi e necessità di controllo/momenti di relax degli adulti.
Durante le vacanze estive il contesto quotidiano è meno strutturato, i ritmi non sono più regolati da scuola e lavoro e spesso bisogna riorganizzare il timing delle giornate.
Sarebbe bello poter trovare il giusto equilibrio tra il bisogno dei figli di sperimentare autonimie e indipendenza e una supervisione genitoriale che lascia spazio a momenti di relax per gli stessi genitori.
-Fino ai 6 anni: è molto importante capire la “zona di sviluppo prossimale” di nostro figlio, per intervenire solo quando non è in grado di farcela da solo nonostante abbia tentato più volte ottenendo solo risultati negativi. A queste età i bambini cercano di conquistarsi, giorno dopo giorno, quelle piccole autonomie che alimentano positivamente la loro autostima. Il controllo genitoriale, o di un altro adulto significativo, è fondamentale per accompagnare il bambino nella sperimentazione personale e nell’esplorazione dell’ambiente e delle relazioni sociali. Un genitore si sentirà rilassato solo quando passerà il controllo del figlio a un altro adulto di fiducia.
-da 6 a 11 anni: probabilmente la voglia di sperimentare a queste età ruota intorno alla socializzazione e alla creazione di relazioni interpersonali esclusive all’interno del gruppo dei pari, oltre a mettere alla prova le proprie abilità e la voglia di indipendenza, che è ciò che sperimentano i bambini negli anni della scuola elementare. Durante l’estate è importante mantenere le occasini di socializzazione, anche senza la presenza ravvicinata dell’adulto; si può praticare un controllo a distanza, cominciando a responsabilizzare i figli riguardo le proprie azioni, tenendo però sempre in considerazione che ancora non hanno raggiunto il pieno sviluppo delle capacità logico deduttive e di astrazione e i loro comportamenti sono ancora guidati da pensieri concreti.
– dai 12 anni in su: i figli hanno raggiunto varie autonomie e consapevolezze, come ragionare in modo ipotetico-deduttivo, comprendere che la coesione di un gruppo si basa sui concetti di cooperazione e reciprocità, interiorizzare le regole e negoziare socialmente; a questa età è più facile mantenere l’equilibrio giusto tra autonimia e controllo ma le regole devono essere gestite dai genitori poiché, per quanto questi adolescenti le abbiano interiorizzate, sono ancora responsabili soggettivamente dei propri pensieri, dando più importanza a ciò che guida il loro comportamento piuttosto che all’esito. Contrariamente a quello che si pensa, è importante anche a questa età fare esperienze di fallimento ed essere stimolato a ritentare per riuscire nell’intento, il più possibile in autonomia; il genitore, o adulto significativo, rimane in posizione periferica intervenendo in caso di richiesta di aiuto da parte del ragazzo.






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