I nonni di oggi

by redazione on 01/10/2011

Il 2 ottobre si festeggia nel nostro Paese dal 2005 la festa dei Nonni, veri e propri angeli custodi dei nostri bambini. Abbiamo intervistato la dottoressa Miranda Barisone, psicologa, per farci raccontare il ruolo di nonni e nonne nella vita di bimbi e bimbe.

Qual’è il ruolo dei nonni nello sviluppo del bambino?

I nonni sono figure che restano generalmente indelebili nella memoria dei nipoti, una volta cresciuti. Se il bambino ha potuto avere dimestichezza con loro, il ricordo non solo si mantiene denso di affetto e di gratitudine, ma di quel contatto restano tracce significative come momento e occasione di formazione della personalità.


Per ovvie ragioni contingenti e relazionali, normalmente il rapporto non è equamente distribuito con tutti quattro i nonni. Talvolta uno non c’è più o muore quando il bambino è piccolissimo, oppure due nonni sono lontani, oppure, se sono separati, dato adesso frequente, si crea un contatto più intenso con uno di loro, che non abitano nella stessa casa. Quindi, quando si parla di nonni, si devono tenere presenti tutte queste sfumature e particolarità. Ma, al di là dei casi specifici, possiamo affermare con la massima sicurezza che i nonni contano, costituiscono il primo allargamento interpersonale dopo la cerchia familiare, sono ulteriori erogatori dopo i genitori.
I nonni ai nostri giorni ?

Ai nostri giorni la “nonnità” ha determinate caratteristiche. A livello generazionale l’aumentata longevità consente ai nipoti di mantenere il rapporto con i nonni a lungo; molti nipoti hanno in vita qualche nonno ancora in età adulta, sebbene adesso si diventi nonni in età più tardiva. Il fatto che adesso non ci siano quasi più mamme giovani come un tempo (qualche decennio fa la maggioranza delle donne aveva il primo figlio sotto i 25 anni e la nonna, specie materna, era una donna ancora giovane, spesso attorno ai cinquant’anni) fa avanzare l’età media dei nonni. Ma il concetto di anzianità ha mutato di segno e il processo di invecchiamento si è spostato almeno di un decennio; a conti fatti, la forbice generazionale, pur aumentata concretamente, non altera il tipo di rapporto.

I Ruoli: parliamo della nonna

Ancora adesso, anzi più che mai, in particolare se materna, ha un ruolo di grande rilievo rispetto al nipotino. Diventa spesso una seconda mamma, più autorevole e sicura della prima, non di rado, quasi inavvertitamente, ridiventa madre della figlia, tornata bambina smarrita e insicura dopo la nascita del figlio, e madre a tutti gli effetti, del nipotino. Stiamo parlando di una frequente degenerazione del ruolo di nonna, che da aiuto discreto, da figura saggia ed equilibrata, si pone come figura d’autorità e di comando. Questi casi sono sia numerosi sia molto negativi.

La nonna positiva, invece, fa da supporto alla mamma, pur stando dietro le quinte, lasciando che la mamma se la sbrighi, non pretende che il piccolo venga tirato su secondo i propri modelli, lo arricchisce con un affetto grandissimo, ma connotato da meno ansia rispetto a quello materno, si fa carezzevole, paziente, non intrigante. No sottopone il nipotino né a ricatti né a conflittualità. Un complimento a queste nonne.

E il nonno?

Il nonno un tempo era una figura mitica; spesso già vecchio, specie se nonno paterno, rappresentava la sacralità dell’età anziana, con la sua debolezza e autorevolezza. Ci si doveva accostare a lui con reverenza e riguardo, attenzione e obbedienza che suscitavano un certo timore e anche qualche fastidio. Attualmente il nonno, invece, è una figura alla mano; ormai abituato all’idea di poter avere confidenza anche con i bambini piccoli, il nonno non solo è una figura cordiale, confidenziale, alla portata di bambino, ma un baby-sitter eccezionale. Gioca con il nipotino, lo porta a spasso, gli mostra il mondo, lo incuriosisce verso l’ambiente, fa il burbero benefico, rassicurando il piccolo dell’affidabilità verso gli altri. Un plauso al nonno.

I nonni insieme

Volendo dare un’occhiata panoramica sui nonni in quanto tali, notiamo come i nonni diano ai nipoti un affetto tranquillo e affidabile ai nipoti. Già esperti di bambini, staccati ormai dai loro sensi colpa genitoriali, liberi da assilli educativi e da responsabilità in prima persona, i nonni hanno verso i nipoti un atteggiamento affettivo libero da angoscia. Li osservano, tranne qualche eccezione, con sufficiente obiettività, nutrono sentimenti più puliti e più limpidi. Comunicano tranquillità, un bene estremamente prezioso per i più piccoli.

Sono più tolleranti, lasciano i bambini più liberi, passano sopra ai capricci infantili, li sopportano con quella tolleranza e disponibilità tipica dell’età matura, quando questa età è vissuta in modo positivo e intelligente. Hanno più fiducia che i bambini ce la possano fare e si prendono il lusso di viziarli un po’. Comunicano ai piccoli quel senso di accettazione e di serenità che i genitori non sempre sanno dare. Una nota triste, ma molto dolce: se qualcuno di loro muore quando il nipotino è ancora piccolo, diventano i primi “angeli” interiorizzati del bambino che aiutano il piccolo a sentire vicino e intimo anche il lontano.

raccolta da Giovanna Fiorentini

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