Settembre, tempo di corsi: quale scegliere?

by redazione on 12/09/2011

Tornati dalle vacanze estive si ha voglia di fare, di ricominciare. Vale per i grandi e anche per i piccolini. Non mancano in città le proposte dal corso di musica a quello di psicomotricità, dal corso di lingua a quello d’equitazione. In questa miriade di proposte come scegliere il corso più adatto ai nostri figli? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Miranda Barisone, psicologa e psicanalista.
M. B. La parola d’ordine iniziale deve essere: selezione. Non si devono in nessun modo sovraccaricare i bambini di troppi stimoli. Il corso, anche se ha un’apparenza ludica, impegna, perché, oltre a divertire, forma e porta via tempo libero.

Quindi, se un bambino ha una passione o un’ inclinazione precisa per una determinata attività, ben venga il corso. Quest’ ultimo diventa uno strumento per coltivare una dote innata. Per chi ha uno spiccato senso musicale, un corso di musica sarà entusiasmante anche se faticoso e darà piacere. Questo vale anche per la pittura, la danza, la recitazione e, naturalmente anche lo sport.
Un bambino dovrebbe seguire un corso perché gli piace “la materia” che gli viene proposta non perché questa piace al genitore. Succede invece spesso che i genitori iscrivano i figli a corsi che avrebbero gradito frequentare loro stessi. È possibile certo passare una passione ai propri figli, ma è un’eccezione che scatti l’adesione. (Quanti bambini frequentano “corsi “ di calcio, perché il padre li sogna campioni?). Se scelgono i genitori, i bambini potranno seguire il corso per adattamento, ma non per passione. La resa generalmente è modesta.
Stabilito questo, il mio consiglio è di scegliere un corso per volta e di sperimentarlo, misurando l’indice di gradimento del bambino. Un corso, poi, può essere adatto per alcuni anni e poi perdere di rilevanza; dipende dall’evoluzione della personalità del bambino che imbocca vie nuove, conformi alla sua maturazione.
I bambini vanno perciò lasciati liberi di scegliere e mai forzati.
Per chi volesse scegliere corsi che mirano allo sviluppo fisico del bimbo, tipo i corsi di psicomotricità?
M. B. I bambini che frequentano la scuola materna hanno già all’interno della scuola delle ore di psicomotricità adatta ai bimbi di quell’età. In realtà la scuola materna già stimola i bambini sotto diversi profili espressivi: canto, musica, recitazione, disegno, bricolage. Molti corsi sono più adatti per i bimbi della scuola elementare. In questi anni la scuola punta sull’attività formativa, istruisce in modo strutturato (lingua, matematica) e meno sulle attività espressive. C’è più spazio per corsi ludici e sportivi post-scuola. Anche in questo caso vanno seguite le inclinazioni naturali dei bambini.
Da studi fatti e riportati sulle testate nazionali sembra che imparare una lingua straniera tra 0 e 4 anni aiuti in modo formidabile lo sviluppo delle capacità cognitive dei bambini. È vero?
M. B. È scientificamente provato che i piccolissimi hanno una particolare ricettività genetica per l’apprendimento del linguaggio. E provato che i corsi di lingua precoci aiutano molto nell’acquisizione di una seconda lingua in maniera naturale. Che sviluppino le attività cognitive in generale, mi sembra esagerato. Per questo scopo basta la lingua materna. Vale però sempre la regola di non sovraccaricare i bambini, occorre lasciargli lo spazio per il gioco libero, nelle modalità e nelle forme scelte dai bambini stessi, tenendo ben presente che il gioco spontaneo è creatività, espressione e cognizione di pari valore delle attività indotte.
Possiamo quindi riassumere i suggerimenti in 3 regole d’oro:
• non sovraccaricare i bambini;

• farli seguire l’inclinazione naturale;

• non scegliere il corso perché piace a voi genitori.

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